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Diffusori da supporto Imago Rosa + subwoofer Vis
(di Bruno Fazzini) La piccola casa napoletana comincia ad essere conosciuta dagli audiofili italiani grazie alla positiva partecipazione a varie manifestazioni fieristiche. L'ing. Diego Tatè - grande appassionato di analogico, che conoscevamo da tantissimi anni come assiduo frequentatore di ogni avvenimento importante in hi-fi -, alla fine, ha deciso di fare il passo e mettersi a produrre in proprio alcuni modelli di diffusori ed anche di accessori
Dire che la Imago nasce solo per passione è la sacrosanta verità.
Il primo progetto, infatti,
che risale al 1986, è quello della Cor (la notevole cassa da pavimento in catalogo), voluta dagli amici che frequentavano Diego Tatè e lo stimavano per la passione musicale e per le precedenti progettazioni elettroacustíche. Decise così di accontentarli, progettando un diffusore a tre vie con tre altoparlanti in sospensione pneumatica ed iniziò la meticolosa messa a punto dei tre filtri crossover completamente separati. Dopo continui test ed affinamenti, finalmente, venne alla luce un diffusore che emozionava. II giovane ingegnere napoletano, allora, creò la ditta Imago, la cui filosofia si evince dalle stesse parole del fondatore che riportiamo qui di seguito in corsivo.
"Musica per la Vita". È questo il motivo fondamentale di tutti coloro che operano in lmago. Qualunque parametro o fattore preponderante che influenza la musica in riproduzione viene esaminato e sviluppato per avere degli oggetti musicali più vicini alla immagine spirituale della musica che ascoltiamo dal vivo. Chi progetta i prodotti Imago conosce la musica dal vivo. Ama profondamente ascoltare la musica in tutti i suoi generi e cerca di rispettare e mantenere invariati tutti i parametri musicali naturali. Fin da 1975 mi sono chiesto se fossero possibili la progettazione e la realizzazione di diffusori acustici di riferimento assoluto con timbrica naturale.
Dopo 20 anni di ricerca instancabile ed emozionante selezionando i migliori materiali e le più moderne tecnologie, ho realizzato diffusori acustici che possono trasmettere un messaggio musicale di energia positiva che raggiunge la mente e l'anima. I prodotti Imago sintetizzano la mia passione per la musica!
Diciamo subito che la Imago offre oggetti dal rapporto q/p molto attraente. La produzíone è artigianale (fatta a mano), ma molto attenta non solo al progetto ma anche alla costanza delle prestazioni e delle rifiniture. Un approccio molto serio ed affidabile, verificato sul posto in una nostra scrupolosa visita estiva fatta a Torre del Greco nei laboratori ]mago. In catalogo, attualmente, tre soli modelli - veramente ottimizzatì - di casse acustiche.
L' ultima edizione della suddetta "Cor", di dimensioni ìmportanti,
(da quasi 6 mila euro la coppia) e la diametralmente opposta (in termini di ingombro), ma non
meno curata, "Rosa". II terzo modello è "Vis", il sub dedicato alla Rosa.
Descrizione
I mínidiffusorí della Imago (forse non dovrei chiamarli così, perché - alla luce dei risultati - potrebbe risultare offensivo) si fanno apprezzare immediatamente per la simpatia che suscitano. I componenti utilizzati e la realizzazione ricordano un po' le casse acustiche d'altri tempi, quando i "mini" erano ancora poco considerati e quando i costruttori adottavano altoparlanti di generosi diametri in medi volumi di lavoro. Anche se alcuni particolari delle Rosa, come l'inclinazione del frontale, denotano una certa modernità di progetto, oltre ad una particolare attenzione nella ricerca di caratteristiche tecniche come la messa in fase dei componenti per la corretta emissìone nel tempo. II mobile, rifinito su tutti i lati, è di litraggio limitato, ma con la particolarità di utilizzare un trasduttore per le medio-basse frequenze piuttosto grande (16,5 cm) "accordato" nel più tradizionale dei sistemi: la sospensione pneumatica. II legno impiegato è volutamente piuttosto leggero rispetto a quanto ci si aspetti, ma la costruzione è robusta e precisa. II baffle anteriore incli-nato aiuta la dispersione delle riflessioni interne e, per tenere piuttosto alta !'effícíenza, non si fa uso alcuno di assorbente acustico. La scelta e l'accoppiamento attento dei due trasduttori attraverso un precisissimo cross-over, con test di collaudo finale (anche d'ascolto) estremamente analitici di ogni esemplare prima della consegna al cliente fa di queste piccole "Rosa" dei diffusori di classe sensibilmente superiore a quella che il prezzo rivele
rebbe. La finitura appare molto ben realizzata, curata e gradevolissima. Gli stand, della stessa essenza lignea delle casse, non sono molto alti e risultano molto leggeri. Evidentemente si tratta di una filosofia di progetto perseguita.
II sub Vis è un parallelepipedo delle stesse dimensioni degli stand e, naturalmente, con la stessa finitura dei mini; sul sub vanno poggiate le Rosa e collegate tramite dei bei caví forniti in dotazione. Per rimanere in tema di tradizíonalítà non sono previste punte o sistemi accoppianti di alcun tipo fra diffusori e stand, fra diffusori e sub e fra questi ed il pavimento, ma sono utilizzati semplici feltrini. Naturalmente, ciascun utilizzatore, poi, può decidere se impiegare o meno altri tipi di piedini, secondo i suoi più graditi perfezionamenti delle sfumature soniche. La prova d'ascolto è stata maggiormente
orientata verso i soli minidiffusori, ed è così che si è sviluppata l'intera recensione;
al termine della prova verranno fatte delle considerazioni sul suono dopo
l'inserimento dei subwoofer. Essi sono consigliati come completamento a chi abbia
ambienti di dimensioni considerevoli,
altrimenti - ed è veramente riscontrabile le Rosa van più che bene da sole.
L' ascolto
Le Imago sono state inserite nel nostro impianto di riferimento, costituito da
sorgente digitale North Star 192; pre e due finali mono Norma top di gamma; diffu-
sori Sigma Acoustics modello Image; cavi di alimentazione, segnale e potenza
White Gold e Neutral Cable; tavolini Omicron; trattamento della sala d'ascolto
ad opera dei DAAD di Acustica Applicata.
La prima cosa da osservare è che le piccole Rosa sono diffusori facili da pilotare,
hanno una insospettata efficienza e generano con grande naturalezza un fronte
sonoro consono a oggetti di dimensioni sensibilmente maggiori. Suonano, anzi
"cantano", in modo audiofilmente piuttosto sano.
Timbrica. Fra le molte positive caratteristiche che rivelano queste Imago, una tra le
più importanti è certamente la timbrica. A confronto con le Sigma Acoustics usate da
riferimento, vere campionesse di neutra-lità, le Rosa appaiono più caratterizzate,
soprattutto nel privilegiare il range medio di frequenza e nel tenere in alta
considerazione il range altissimo, ma hanno a loro favore una stupenda naturalezza di
emissione ed un piacevole senso della musicalità. Sono, insomma, dei "mini"
molto facili, che coinvolgono dal primo ascolto nonostante la timbrica tenda
verso tinte ambrate e vellutate. Le medie
frequenze sono davvero belle, con voci macrhili a famminili straordinarie per
ricchezza di sfumature, con fiati ed archi in piacevole, garbata e mai ostentata evi-
denza. La gamma immediatamente sottostante è corretta per articolazione e
controllo, anche in virtù del fatto che il trasduttore maggiore lavora in cassa chiu-
sa e di volume non proprio irrisorio. Certo non si scenderà in basso più di quanto i
limiti fisici del volume interno del mobile permettono, ma quello che si ottiene è di
una dignitosa correttezza. Grazie a questa caratteristica il basso è snello, veloce, cor-
poso quanto basta e timbricamente a posto. La gamma alta, pur essendo
apertissima, è priva di asprezze e offre alta precisione e rifinitura. II tweeter è vera-mente speciale nelle sue caratteristiche di
diffusione. I tre range risultano in buon equilibrio tra loro, senza sovrapposizioni
di sorta e, nonostante non siamo in presenza della massima neutralità timbrica, le
Rosa si fanno amare per la naturalezza di emissione che riescono comunque a
garantire e grazie alla quale la fatica d'ascolto non si fa sentire. In altre condizioni
di lavoro la gamma alta in evidenza
avrebbe, alla lunga, stancato; in questo caso invece, viene mitigata da un felice
incrocio con una gamma media straordinariamente fluida e smussata con la quale
si amalgama a meraviglia.
Trasparenza. Da quanto appena detto si capisce che la trasparenza, grazie al range
alto di frequenza così ben considerato e a quello basso che sa stare perfettamente al
suo posto, non poteva che produrre risultati di buon livello. La trama sonora
ricreata è sottile e, in questo modo, tutti i piccoli particolari contenuti nel messaggio
sonoro vengono restituiti all'ascolto. La grana musicale, pur non particolarmente
fine, è comunque stata in grado di passare attraverso la delicata trama. Tutto
questo ha concorso a ricreare un ottimo senso di ariosità generale che ha dato respiro a
tutta la performance.
Ricostruzione della scena acustica. La sensazione di aria presente ha aiutato
moltissimo anche nel ricreare una corretta scena acustica. Glì adeguati volumi a
disposizione degli esecutori hanno permesso ai
piani prospettici dislocati orizzontalmente di avere una corretta esposizione e
di ricreare un credibile palcoscenico. Anche i piani sviluppati in profondità
sono stati ben espressi, senza compressioni e producendo un ragionevole senso
della tridimensionalità. II messaggio è riuscito con facilità a liberarsi dai limiti delle
casse le quali, anche grazie alle piccole dimensioni, sono riuscite a scomparire
durante la riproduzione, regalando all'ascoltatore un preciso senso di
focalizzazione. Dunque sì è assistito ad una ricostruzione scenica concreta e solida nella
sua globalità. La modesta altezza degli stand non aiuta molto lo sviluppo della
scena sul piano verticale; l'adozione di supporti più alti avrebbe certo migliorato
questo parametro, ma avrebbe, probabilmente, reso la gamma bassa troppo
leggera. In ogni caso, secondo í miei gusti personali, non avrei dubbi a
preferire una migliore scena acustica unitamente ad un basso ancora più asciutto e
disinvolto con l'uso di stand una quindicina di centimetri più alti.
Dinamica.
le Rosa sono diffusori dinamici,
snelli e anche piuttosto veloci. Credo che da questa base di partenza si
possano ottenere ancora migliori risultati con semplici ed economici accorgimenti.
Mi riferisco alla
possibilità che ogni audiofilo può mettere in atto secondo i propri gusti ed i
risultati che vuole ottenere, relativamente all'adozione di particolari supporti
antivibrazione (punte, grafite, Blu Tack ecc.), al posto dei semplici feltrini che la
Imago adotta lasciando all'appassionato la possibilità di una taratura fine "sul
campo". Di tali accorgimenti troverà giovamento la dinamica che risulterà molto
più vivace. lo, dopo settimane di prove, ho trovato la migliore soluzione
accoppiando con del Blu Tack i mini allo stand e
con delle punte metalliche quest'ultimo con il pavimento. L'ossatura portante del
messaggio si è ulteriormente irrobustita, offrendo una macrodinamica
maggiormente risoluta. Anche la microdinamica è apparsa di buon livello, quasi quanto lo
è stato la macro, permettendo alle minute evoluzioni armoniche di essere ben
rappresentate.
Imago Rosa + sub Vis
Chi, come me, qualche reminiscenza liceale dello studio del latino ancora se la porta
dietro, non avrà difficoltà a ricordare che la parola "vis" significa forza. È dunque
evidente, nelle intenzioni del progettista,
che ci sia stata la volontà di "rafforzare" la gamma bassa delle Rosa con un aiuto
sulle basse frequenze. Naturalmente i minídíffusori, in quanto limitati nel litrag-gio e privi di trasduttori di grandi
dimensíoni, non sono in grado di generare una gamma bassa come quella di un diffusore
da pavimento. Ecco che collegare ad un mini un sub dedicato può essere la
soluzione per gli appassionati che desiderano
un maggiore corpo in tale ambito di frequenza. Utilizzando il Vis sotto le Rosa mi
è tornato in mente il sub dedicato, più o meno delle stesse dimensioni, che la
Rogers progettò per conferire alle sue mitiche "scatole da scarpe", le L53/5a, un
maggiore impatto. Quell'esperimento non trovò un alto gradimento né nel pubblico,
né nel _sottoscritto e, per quanto ne so, si
continuò a preferire le LS3/Sa da sole.
II Vis fornisce certamente un maggior corpo alle Rosa e una maggiore
dimensione della gamma bassa. C'è però un prezzo che va pagato - al di là dei 1.400 euro
in più - in termini di purezza del risultato
finale. Nel senso che la magia che i mini da soli sanno creare va in una certa parte
perduta. La magnifica naturalezza viene ridotta e la snellezza dinamica, oltre che la
notevole trasparenza e focalizzazione, vengono
alquanto penalizzate. Inoltre, il timbro dell'insieme diviene ancora più scuro, portando
tutta la riproduzione verso una buona dose di colorazione. Mi sento quindi di
consigliare l'uso del sub solo in casi particolari, quando, ad esempio, vanno sonorizzate sale
d'ascolto piuttosto ampie e/o con particolari tipi di musica e di registrazioni. Per fortuna,
staccare uno dei connettori a banana dei quali sono dotati i cavi forniti è azione
semplicissima e immediata. Quindi si può attaccare e staccare i "sub" a piacimento.
Conclusioni
Le Imago Rosa sono dei diffusori compatti veramente seri, con una simpatica
personalità sonica grazie alla quale si fanno subito amare. Hanno una buona facilità
d'inserimento in ambiente, anche se per ottenere i
migliori risultati è bene allontanarle dalla parete di fondo e lasciare intorno ad esse
una certa quantità di aria; in questo modo i diffusori spariscono, costruendo una
bellissima scena acustica. L'accattivante timbrica
catturerà l'ascoltatore il quale godrà della naturalezza di emissione, aiutata da un
notevole senso di trasparenza. Nella messa a punto del sistema ritengo irrinunciabile
l'accorgimento di "accoppiare" i mini con
l'ambiente tramite le soluzioni tecniche descritte, oltre a consigliare l'uso di
elettroniche il più possibile neutre e cablaggi dello stesso tipo, evitando amplificazioni e cavi
tendenti al caldo e alla eccessiva rotondità armonica. I sub "Vis", visto il prezzo non
eccessivo, possono essere un'opzione utile, richiesta in certe circostanze a
"completamento" e "sostegno" delle Rosa, per esempio per musica Rock non troppo sofisticata.
II prezzo di una coppia di Rosa non è fra i più contenuti, ma si giustifica pienamente
con la qualità delle parti, del montaggio, del collaudo personalizzato ma,
soprattutto, della resa sonora effettiva di classe sensibilmente superiore.
Vanno proprio bene: sono delle piccole, grandi casse acustiche italiane per veri
audiofili, appassionati ed esigenti.
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